Milano, 27 set. (AdnKronos) – Le piccole e medie imprese italiane hanno mostrato una consapevolezza crescente nei confronti di attacchi informatici negli ultimi quattro anni, ma il fenomeno è ancora sottovalutato. Emerge dalla quarta edizione del sondaggio internazionale effettuato negli ultimi 12 mesi da GfK Eurisko sui rischi e le opportunità di business di un campione di oltre 2.600 Piccole e Medie Imprese in 13 Paesi del mondo in Europa, America e Asia-Pacifico di Zurich.
La percezione del rischio legato al cybercrime è cresciuto sensibilmente, passando dallo 0,8% al 10%, mentre il timore di attacchi alle reti informatiche è aumentato dal 3,2% al 14%. Dati che riflettono lo scenario registrato dal Clusit, secondo cui il cybercrime è cresciuto del 30% nell’ultimo anno e sono aumentati del 39% gli attacchi con finalità di spionaggio informatico, con conseguenze per le imprese che vanno dalle richieste di indennizzo per la violazione di dati sensibili, alla perdita di reputazione fino all’interruzione dell’attività. Il numero di attacchi registrato è infatti il più alto dell’ultimo quinquennio, con circa 1.012 nel 2015 (contro gli 873 del 2014).