AREZZO – L’eccentrico giornalista e critico musicale Dario Salvatori parla del PLAY ART FESTIVAL, racconta del Suo nuovo libro “L'angelo dalla faccia sporca” e ci anticipa che crede nella qualità del lavoro di Simone Cristicchi.
Abbiamo raggiunto telefonicamente Dario Salvatori, noto critico musicale famoso per il suo look eccentrico e per i suoi raffinati gusti musicali per avere qualche anticipazione sulla Sua presenza al PLAY ART FESTIVAL 2010. Sarà
infatti ad Arezzo venerdì 23 luglio 2010 alle ore 18.30 in Piazza San Francesco per raccontare la storia di Antonio Valentin Angelillo ma siamo certi anche per apportare il suo prezioso contributo e la sua esperienza nel campo musicale.
Parola all’esperto e allo scrittore, Dario Salvatori, perchè un libro su Antonio Valentin Angelillo?
La vicenda di Antonio Valentín Angelillo scorre a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta, in un'Italia fra cambiali e boom economico, oriundi fuoriclasse e bidoni fuoriquota, tra inibizioni e peccati.
In questo clima si incendia e si brucia la love-story fra Antonio e Ilya, calciatore e ballerina, pura premonizione di ciò che nel calcio accadrà. Se la vita fosse un album di figurine, quello di Antonio Valentìn Angelillo si
aprirebbe senza dubbio con la foto che lo ritrae felice e sereno, dietro un'ombra di baffi appena accennati e la brillantina tra i capelli, mentre scende dell'aereo che da Buenos Aires è appena atterrato a Milano.
Ma tu non sei un amante del calcio?
Ma sono un grande collezionista di figurine, certo poco amante del calcio; ma in fondo il libro procede proprio così, figurina dopo figurina, raccontando la storia umana e amorosa (e sportiva) del mio giocatore preferito. E l'album che propongo s'arricchisce sempre più di vari personaggi, come quello di Evita Peròn che con Angelillo non c'entra apparentemente niente, ma come il calciatore anche l'eroina argentina ha trascorso parte della sua vita – ultraterrena, però – a Milano. E allora non posso non citare la figurina di
Angelo Moratti, padre di Massimo, e come il figlio grande appassionato di Inter. Fu l'allora presidente nerazzurro a volere Angelillo e a strapparlo ad altri blasonati club: ma come accadrà altre volte nella storia del calcio, anche Moratti abbandona il suo pupillo, accecato dal carisma di Herrera che, però, gli farà vincere due Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale.
Quindi ecco spuntare la figurina della Roma, la seconda delle cinque squadre in cui Angelillo giocherà in Italia.
Hai quindi deciso di tornare a scrivere una biografia?
Non ho voluto scrivere una biografia completa del mio idolo calcistico e credo di spiegarlo bene nella prefazione. Sono un grande appassionato di musica e faccio fatica a riconoscere Totti e Del Piero: sono insomma un mediocre tifoso di calcio. Il libro però non pretende di ricostruire l'esatta vicenda di Angelillo, definito come “la figurina-chiave” di ogni album: preferisco focalizzare il mio racconto sulle esperienze di vita dell'argentino. Un racconto/romanzo.
La prima volta ad Arezzo?
Conosco Arezzo anche se è la prima volta che sono ospite al PLAY ART FESTIVAL. Durante quel fine settimana sarò impegnato in Lunigiana nella registrazioni di alcune trasmissione televisive per la RAI ma ho deciso ugualmente di accettare l'invito perchè so bene quanto ancora oggi sia amato Antonio Valentin Angelillo ad Arezzo. E mi fa molto piacere presentare il mio libro raccontando la storia di uno dei tre Angeli dalla faccia sporca (soprannome coniato dal massaggiatore dell'Argentina dopo un duro allenamento nel fango).
Hai avuto modo di leggere il programma del Play Art Festival?
So che venerdì sera saranno ospiti i Deep Purple. Ho molto apprezzato la scelta di invitare Simone Cristicchi, un autore che seguo e apprezzo da molti anni. Anche in occasione dell'ultima edizione del festival di Sanremo ho avuto modo di congratularmi con lui, anche pubblicamente. So anche che venerdì sera ci sarà Riccardo Bertoncelli, un grande amico che rivedo con piacere e chissà che non decidiamo di confrontarci, parlando di musica, sul palco di Piazza San Francesco.
Salutiamo Dario Salvatori e lo ringraziamo per la cortesia e gentilezza. In fondo da “Quelli della Notte” e “L''altra Domenica” sono passati alcuni anni ma la simpatia è rimasta sempre la stessa: che l'amico Gianni Boncompagni decida di fare una sorpresa?