(AdnKronos) – “La verità è che il Movimento regge un po’ su una palude, dove tutto è opaco, a partire dalle regole”, dice all’Adnkronos Palleschi, uno dei tre ex 5 Stelle che ha deciso di intestarsi questa battaglia. Che, di fatto, farà da apripista, perché il Movimento conta espulsi in tutta Italia, da un estremo all’altro dello Stivale, isole comprese. E se i ricorrenti dovessero spuntarla, ben presto altre ‘class action’ potrebbero essere promosse in altre città: in queste settimane sono già partiti i contatti con Roma e gli avvocati in campo per comprendere come portare avanti l’azione legale contro i 5 Stelle.
Finora contro espulsioni e regole, secondo alcuni oscure e tutt’altro che trasparenti, c’era stata mera battaglia politica, mossa dagli espulsi dal Movimento e dalle altre forze politiche, a partire dal Pd e dal premier Matteo Renzi. Ora la vicenda approda in Tribunale. Chi ha promosso il ricorso, però, assicura di volere il bene del M5S e di non ambire affatto a ridurlo in macerie.
“La nostra non vuole essere una iniziativa ‘contro il Movimento’ – dice infatti Palleschi all’Adnkronos – ma anzi mira a riaffermare con forza quei principi di legalità, condivisione, trasparenza e correttezza, per amore dei quali io e gli altri ricorrenti ci iscrivemmo al M5S”.