(AdnKronos) – Una mossa che, secondo Onorato, porterebbe le compagnie a privilegiare l’impiego di extracomunitari, “che costano un terzo degli italiani”, a scapito dei lavoratori inquadrati con il contratto nazionale: “A differenza delle altre categorie – spiega il manager – noi abbiamo la fortuna di poter contare su una quasi totale esenzione fiscale oltre a sgravi contributivi Irpef”. E questo “per una norma varata nel 1998 con l’obiettivo di difendere l’occupazione dei marittimi italiani. Questo, però, evidentemente non sta avvenendo”.
Se passasse la proposta di Confitarma, osserva Onorato, “non solo dovremmo estendere le nostre agevolazioni agli altri Paesi, ma anche finanziare gli armatori per sbarcare i marittimi italiani”. Una vera e propria “schifezza, che sa di perversione”. Quindi confida: “Mi sono sentito dare del razzista per quello che ho detto, ma io credo che se si vogliono aiutare i lavoratori stranieri, bisogna farlo portandoli ai contratti italiani”. Perché, sottolinea, “se vogliamo aprirci al terzo mondo dobbiamo farlo alle nostre condizioni, che sono sì culturali, ma anche economiche”. Altrimenti “contribuiremo a creare le condizioni per creare sacche di persone legittimate ad odiarci”.
Tra gli obiettivi del gruppo, infine, “la quotazione in Borsa è esclusa, almeno per ora, ma stiamo lavorando a un progetto per l’apertura a Cuba”, puntualizza Onorato. Inoltre occhi puntati sul mercato francese, dove Moby, a partire dal prossimo 1 giugno, opererà la nuova linea Nizza-Bastia. Tuttavia, il punto fermo su cui ci si concentra è “l’efficientamento delle sinergie tra Moby e Tirrenia”. Questo “ci consentirà di garantire più frequenze, l’abbattimento dei costi, una maggiore scelta di navi e quindi offerte più competitive e servizi ad alto standard qualitativo”. Perché il 2016, conclude Onorato, “puntiamo, e prevediamo, oltre 40mila partenze, oltre a una sempre maggiore integrazione con i territori in cui operiamo”.