Roma, 25 feb. (AdnKronos) – Circa 60 milioni di euro dichiarati per il calcolo delle tariffe contestati alle imprese nel 2015, perché non legati all’erogazione del servizio, grazie all’azione di vigilanza congiunta svolta dall’Autorità per l’energia con il Nucleo Speciale per l’Energia e il Sistema Idrico della Guardia di Finanza. E’ il principale tra i risultati della collaborazione tra le due Istituzioni illustrati oggi dal presidente dell’Aeegsi, Guido Bortoni e dal Generale C.A. Luciano Carta durante l’annuale incontro tra i vertici dell’Autorità e il Comando dei Reparti Speciali della Guardia di Finanza, nel corso del quale è stato presentato anche il nuovo piano di ispezioni e controlli tecnici previsti per il 2016.
Nel 2015 i controlli congiunti sui costi degli investimenti dichiarati ai fini tariffari hanno consentito di contestare alle imprese elementi non ritenuti riconoscibili per oltre 55 milioni di euro, a cui si aggiungono sanzioni per circa 5 milioni di euro per il mancato rispetto della regolazione dell’Autorità.
Le attività di controllo si sono concentrate sulla verifica delle spese di investimento dichiarate dalle imprese, sia con sopralluoghi presso le sedi, sia attraverso l’analisi documentale dei dati presentati e, come già per il 2014 (anno in cui erano stati contestati alle imprese circa 15 milioni di euro), l’azione di vigilanza ha quindi consentito di recuperare costi impropri.