(AdnKronos) – “È passato un anno e ancora il settore eolico -sottolinea Anev- è in attesa del provvedimento, che riguarda lo sviluppo di impianti per gli anni 2015 e 2016. Come evidente se anche uscisse subito, ben oltre la metà della sua efficacia non potrebbe svolgersi in quanto già passato il periodo di applicazione. Un tale atteggiamento da parte delle Istituzioni è scandaloso e sintomatico del totale disinteresse per temi di notevole urgenza, come l’ambiente e i cambiamenti climatici, che rende vana ogni parola spesa in occasione della COP21 di Parigi, dove l’Italia ha preso degli impegni per la riduzione delle emissioni clima alteranti al cospetto del consesso mondiale”.
Le contraddizioni di questo Governo, rileva, “sono inoltre evidenti laddove, dopo gli impegni di Parigi, blocca le rinnovabili per favorire le tecnologie inquinanti. Infatti nella bozza nel DM Rinnovabili non fotovoltaiche si fa un regalo agli inceneritori con una tariffa incentivante molto significativa, mentre vengono penalizzate le tecnologie come l’eolico che subiscono tagli eccessivi. Non solo, ma nel DL Stabilità è stata concessa una proroga del periodo di incentivazione per i vecchi impianti a biogas, a scapito di tecnologie più moderne e pulite come l’eolico”. Anev denuncia “la politica poco lungimirante del Governo e chiede un cambio di passo”.
L’emanazione del DM Rinnovabili non fotovoltaiche, aggiunge, “è necessaria, affinché il Governo non si renda responsabile di una politica strabica che da un lato a Parigi si fa bella chiedendo l’assunzione di impegni di riduzione delle emissioni ancora più significativi di quelli attuali, ma dall’altro non emana i provvedimenti necessari a raggiungere gli obiettivi minimi già vigenti”.