Roma, 26 gen. (AdnKronos) – Sono solo 295 i MW di nuova potenza eolica installata in Italia nel 2015. Come denunciato lo scorso anno, prosegue la grave crisi che il settore eolico sta attraversando e che sancisce inevitabilmente il crollo di un’industria solida, con conseguenze drammatiche su occupazione e sviluppo. Lo rende noto Anev in un comunicato.
Le aziende del settore sono costrette a fuggire all’estero o a chiudere perché non in grado di sopravvivere in un settore penalizzato come quello eolico. Il dramma, rileva Anev, si ripercuote purtroppo sui lavoratori del settore. Si è passati da circa 37.000 occupati nel 2012, ai 34.000 nel 2013, ai 30.000 del 2014 e ai 26.000 nel 2015. Tale declino è ingiustificabile se riferito ad un settore che invece al 2020 dovrebbe impiegare oltre 40.000 addetti per arrivare ai 67.000 occupati che si avrebbero se si raggiungesse l’obiettivo di riduzione delle emissioni e di incremento delle Fer assunto dall’Italia al 2020.
Settore che ha inoltre tutti i margini per crescere ancora e apportare benefici al nostro Paese, in termini di sviluppo e crescita economica, soprattutto nelle regioni meridionali dove c’è più carenza di lavoro. Il ritardo del Mise nell’adozione del DM Rinnovabili non fotovoltaiche è di oltre un anno come già denunciato da Anev, vista la scadenza a fine dicembre 2014 per emanarlo.