(AdnKronos) – Il via libera del Senato a un testo azzoppato è lo scenario che i vertici del Pd chiedono di evitare. Significherebbe cambiare il testo alla Camera e dover tornare poi a palazzo Madama. Quindi l’imperativo è evitare la navetta. Per questo si continuerà a trattare nelle prossime ore. Sia negli organismi ufficiali come la bicameralina Pd sia in incontri informali. Oggi al gruppo, riferiscono, c’è stato un clima tutto sommato pacato.
C’erano una novantina di senatori presenti su 112. E nel voto unanime, raccontano, sono compresi tutti o quasi i senatori cattolici critici sul ddl Cirinnà. Durante la riunione sono intervenute un po’ tutte le componenti che si stanno muovendo sulla scena delle unioni civili. A nome dei cattolici hanno parlato Stefano Collina e Roberto Cociancich, tra gli altri. Il primo, in particolare, ha alzato l’asticella chiedendo modifiche non solo all’art.5 sulle stepchild ma anche all’art.3 che contiene un dispositivo che apre la strada alle adozioni. Una richiesta respinta al mittente.
“E’ come dire stralciamo le stepchild”, commenta Beppe Lumia, primo firmatario di un pacchetto di emendamenti di mediazione sugli art.2 e 3. Insomma, oltre a quanto limato in quegli articoli non si può andare. A nome della minoranza Pd è intervenuto, tra gli altri, Federico Fornaro a ribadire che la sinistra dem vuole legge e la vuole senza stravolgimenti. “Le unioni civili sono nel programma del Pd, delle nuove e vecchie segreterie. Il paese reale è più avanti del paese legale. Il testo Cirinna è stato rivisto e riadattato, si vada avanti su quel testo senza stravolgimenti”.