Roma, 26 gen. (AdnKronos) – Il voto unanime era dato per scontato, sin da questa mattina. Ma i fautori delle unioni civili, la senatrice Monica Cirinnà in testa, hanno comunque la faccia di chi ha appena tirato un sospiro di sollievo quando lasciano la riunione del gruppo a palazzo Madama. Il pronunciamento dei senatori Pd impegna il gruppo al sì sull’impianto del ddl. Tradotto vuol dire che i parlamentari dem garantiranno il via libera alla legge. Che ci siano le stepchild, che non ci siano o che siano riviste come suggerisce l’emendamento Pagliari-Marcucci, quello della mediazione.
Perchè il punto aperto resta sempre quello: le adozioni. Davanti c’è una settimana buona per continuare a mediare. Il ddl va in aula giovedì ma ci sono da votare le pregiudiziali di costituzionalità e quindi il dibattito generale. I voti di merito non arriveranno prima di martedì o mercoledì della prossima settimana. Di qui ad allora parte la trattativa in extremis nel Pd per arrivare con il massimo di unità possibile nell’aula del Senato.
E le ‘colombe’ al lavoro già da giorni, confidano che, una volta archiviata la risonanza mediatica del Family Day di sabato, potrà esserci maggiore serenità per chiudere un accordo. Ora la mediazione si articola attorno a quali emendamenti si circoscrive la libertà di coscienza. Un punto non da poco per garantire che la legge non sia approvata monca, azzoppata magari sul punto delle stepchild.