Roma, 21 gen. (AdnKronos) – “No”. Matteo Renzi risponde conciso a ‘Porta a Porta’ quando gli viene chiesto se Ala di Denis Verdini sia entrata in maggioranza. Una risposta che rischia tuttavia di non fermare la polemica nel Pd sul rapporto con i verdiniani. Il caso è scoppiato oggi con il rinnovo delle commissioni al Senato: ad Ala sono andate 3 vicepresidenze che, per prassi, vanno all’opposizione. Il punto è che le nomine dei verdiniani non sono state concordate con l’opposizione ma con la maggioranza. Verdini oggi ha avuto un lungo colloquio a palazzo Madama con il capogruppo Pd, Luigi Zanda.
Di qui, le tensioni nel Pd con Roberto Speranza che chiede a Renzi di chiarire se “esiste una nuova maggioranza politica che sostiene il governo”. Tensioni accresciute dal fatto che ieri al Senato i voti di Verdini sono stati determinanti per il via libera alle riforme. “Mercimonio”, “voti in cambio di poltrone” ecc. ecc. sono le accuse delle opposizioni.
Opposizione che, secondo ambienti parlamentari del Pd, hanno giocato la loro partita, tutta politica, sulla vicenda. “Noi -dicono i dem- avevamo posto da tempo a Grasso il problema di una ridistribuzione della rappresentanza nei gruppi. Dal 2013 a oggi alcuni gruppi si sono ridimensionati, vedi i 5 Stelle. Altri sono nati: come Ala che ha ben 18 senatori. La questione non è mai stata affrontata”. E quando è arrivato il momento del rinnovo delle commissioni “Fi e M5S -accusano i dem-hanno fatto asse per escludere Ala dalle nomine e così il Pd se ne è fatto carico”.