(AdnKronos) – Gli apparecchi prodotti in questi anni avevano il mobile in legno e permettevano di selezionare un massimo di 12 dischi tutti rigorosamente a 78 giri. I dischi erano disposti in una pila verticale dalla quale di volta in volta venivano estratti e suonati. Ben presto i modelli si riempirono di materie plastiche illuminate, rifiniture che li rendevano più vistosi e appetibili accendendo una vera e propria corsa all’ultimo modello.
La Seeburg fu la prima, nel 1938, a produrre un jukebox decorato, con un’impennata delle vendite che suggerì alle altre case produttrici che era quella la strada da battere. Ne conseguì una concorrenza agguerritissima, con lettori che venivano cambiati di anno in anno benché fossero perfettamente funzionanti. ‘Passati’ inizialmente ai locali di campagna, finivano ben presto per essere distrutti a colpi d’ascia, soppiantati da nuovi modelli.
I designer proponevano apparecchi dalle forme sempre più accattivanti: una linea giusta o un colore intrigante potevano far la differenza facendo schizzare le vendite e determinando la fortuna di un prodotto piuttosto che di un altro. Nel 1940 fu realizzato, per la prima volta, un jukebox la cui sommità era ad arco anziché squadrata. L’idea si rivelò brillante, tanto da determinare la linea di tutti gli esemplari dei successivi dieci anni. Durante la seconda guerra mondiale, tutte le grandi case costruttrici dovettero convertire la loro produzione per fabbricare materiale bellico. E anche i jukebox tacquero, silenziati dal rumore delle bombe.