(AdnKronos) – “Dopo i tragici attentati di Parigi, assume un significato ancora più forte e simbolico il sacrificio di Khaled al-Asaad, che ha dimostrato l’importanza di Palmira per la Siria e il mondo. Difendendo quei preziosi reperti – ha detto il presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo – Asaad voleva preservare i valori rappresentati dalle diverse culture che si sono incontrate a Palmira nei millenni. È da questa eredità che i giovani siriani dovranno ripartire e a noi spetta sostenerli in ogni modo in questo momento tragico: solo così potremo sperare insieme in un futuro diverso per loro, per il loro Paese e per tutti noi”.
“Khaled al-Asaad è stato ucciso perché ‘colpevole’ di aver difeso le testimonianze e i simboli di una civiltà, di cui tutti siamo figli. Per questo è importante conservare il ricordo della sua figura e del suo gesto, seminando nella nostra comunità gli anticorpi necessari alla resistenza contro tutti gli oblii, che permettono alla storia di ripetere i propri errori – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Per questo il 27 ottobre scorso abbiamo intitolato alla memoria di Khaled al-Asaad lo ‘Spazio delle Culture’, un’ampia sala del Mudec dedicata permanentemente alle attività culturali del Forum della Città Mondo, quindi uno spazio importante per la conservazione della memoria e per lo sviluppo culturale di tutte le comunità che abitano Milano”.
“Khaled al-Asaad, arabo e musulmano, è un grande esempio della resistenza morale all’Isis. Si è sacrificato per difendere Palmira, patrimonio archeologico di tutta l’Umanità. Dopo le stragi di Parigi mi appello al sindaco, ai giovani, a tutti i cittadini – ha dichiarato il presidente di Gariwo Gabriele Nissim – affinché questa commemorazione al Monte Stella rappresenti la grande risposta democratica di Milano di fronte al nuovo male radicale che minaccia la nostra civiltà. Partecipate tutti con i colori della Francia. Dal Giardino dei Giusti, conosciuto in tutto il mondo, deve partire una grande mobilitazione morale che veda insieme arabi, ebrei, cattolici, musulmani, credenti e non credenti di fronte all’integralismo omicida. Khaled ci ha infatti insegnato due cose fondamentali: questo nuovo male colpisce tutti e solo se si realizza una unità morale di uomini con culture diverse possiamo sperare di sconfiggerlo”.