(AdnKronos) – (Adnkronos) – La correlazione tra consumo di carni conservate e alcuni tipi di tumore non è nuova, spiega in una nota lo Iov. Tra le stesse Raccomandazioni del World Cancer Research Fund per ridurre il rischio di cancro mediante lo stile di vita, che esistono da tempo, è chiaramente detto di “evitare le carni lavorate” (mentre per quelle rosse il consiglio è di limitarle). Di conseguenza, le recenti decisioni dello Iarc – Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – hanno un valore soprattutto scientifico, ma non forniscono nuove indicazioni di comportamento per prevenire il cancro: semplicemente confermano quelle già note.
E, in ogni caso, secondo lo Iov è, come sempre, importante non lasciare spazio ad inutili allarmismi ed assumere, invece, un auspicabile atteggiamento di consapevolezza nei comportamenti alimentari, ciò che rientra nei percorsi di empowerment del cittadino. Infatti esistono cibi che è sempre meglio evitare, ma il loro consumo occasionale e limitato non presenta rischi significativi, a meno che non si abbiano particolari predisposizioni individuali. E’ come per gli inquinanti ambientali di tutti i generi con cui veniamo ogni giorno a contatto: sono sempre cancerogeni, ma se si tratta di quantità molto basse, il rischio è tollerabile perché affrontabile dalle nostre difese immunitarie.