Roma, 26 ott. (AdnKronos) – Con l’avvio dei saldi martedì 5 gennaio sono a rischio vendite per 700 milioni. A suonare il campanello d’allarme è Federdistribuzione sottolineando la necessità di anticipare la data al 2 gennaio per avere un sostegno ai consumi utile per famiglie e imprese. Quest’anno, infatti, l’avvio dei saldi sarebbe stabilito, nella maggioranza delle Regioni, per il 5 gennaio, un martedì. Ciò in seguito a un indirizzo espresso nel 2011 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che ha recepito una regola condivisa dagli operatori.
Tuttavia, sostiene Federdistribuzione, “iniziare le vendite di fine stagione di martedì rappresenta un elemento di penalizzazione, in quanto potrebbe ridurre le vendite del fine settimana immediatamente precedente (quello di sabato 2 e domenica 3 gennaio) e farebbe partire senza la necessaria spinta i saldi stessi, riducendo l’opportunità per gli operatori italiani di agire con successo in un mercato che continua a essere molto volatile, non portando benefici per la clientela italiana, le aziende italiane e l’economia italiana e causando la perdita di uno dei più importanti fine settimana di vendita nel calendario del retail”.
I saldi invernali, osserva Federdistribuzione, “sviluppano vendite per 5,5- 6 miliardi di euro e il primo fine settimana ne rappresenta storicamente il 20%, quindi 1,1-1,2 mld di euro”.