Parigi, 25 ott. (AdnKronos) – La Francia estende di 579 mila chilometri quadrati la sua superfice sottomarina, l’equivalente dell’attuale superfice del territorio transalpino. Un’estensione del territorio che, nel prossimo futuro, potrebbe rappresentare una vera e propria manna per la Francia nella corsa allo sfruttamento delle risorse naturali: mai come oggi idrocarburi, minerali, metalli o risorse biologiche rappresentano una grande opportunità per gli Stati e per i scientifici. A testimonianza di ciò, il braccio di ferro in corso da decenni in Artico tra Russia, Usa, Canada, Danimarca, Islanda e Norvegia.
I nuovi limiti della piattaforma continentale della Francia sono stati annunciati nei quattro decreti pubblicati il 25 settembre scorso nel Journal Officiel, la Gazzetta Ufficiale francese. Dopo un lungo processo di istruzione dei dossier, sottoposti tra il 2006 e il 2009, la Commissione Onu per i limiti della piattaforma continentale (Clcs), creata nel 1982 nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos), ha autorizzato la Francia ad estendere il proprio territorio.
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