(AdnKronos) – Per questo, i 5 Stelle ‘chiamano’ gli studenti arruolandoli a sposare la petizione. L’obiettivo è “andare dalla Giannini a fine 2015 – spiega Sibilia – perché comprenda, vedendo il sostegno degli studenti alla nostra petizione, che la revisione della tassazione universitaria è una priorità”. Il Movimento lancia da oggi un sito ad hoc -università5stelle.it- “dove è possibile scaricare il kit per la petizione. Ogni università – puntualizza il grillino – ha un proprio regolamento interno e ogni studente dovrà chiedere il permesso per la raccolta firme”.
Intervenire sulla tassazione, a detta dei grillini, è una necessità per invertire la rotta che vede l’Italia “con la più bassa percentuale di laureati in Europa – rimarca Sibilia – solo il 23,9% dei cittadini italiani possiede un titolo di laurea contro una media europea del 37.9%. Europa 2020 fissa l’obiettivo del 40%, dunque siamo lontanissimi dal centrarlo.
Contemporaneamente, spiegano i 5 Stelle, l’Italia ha uno dei sistemi di tassazione universitaria più costosi. “I numeri parlano chiaro – denunciano – nel nostro Paese meno di uno studente su dieci riceve un contributo pubblico o privato per frequentare l’università. Da noi è l’88,5% degli iscritti a pagare, mentre in Spagna la percentuale scende al 70% e in Francia al 65%. Nessuna tassa, invece, in Germania, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Austria, Scozia e Grecia”.