Roma, 14 ott. (AdnKronos) – Una petizione nelle università, con gli studenti mobilitati in prima linea, per chiedere un sistema di tassazione “più equo”. A lanciarla è il M5S, che oggi in una conferenza stampa alla Camera ha presentato i 4 punti che costituiscono i pilastri della petizione targata 5 Stelle. E che prevede, in concreto, “un sistema più equo e una diminuzione della tassa d’iscrizione soprattutto per le fasce medio-basse – spiega il deputato Gianluca Vacca, primo firmatario di una pdl che, nel 2013, andava nella stessa direzione – istituzione per legge di una ‘no tax area’ con iscrizione gratuita per gli studenti nelle fasce di reddito più deboli; un limite massimo di tassazione totale; sanzioni a carico delle università che non rispettano la normativa”.
“Solo così – secondo Vacca – è possibile sbloccare una situazione arenata per colpa del governo Renzi”. Carlo Sibilia, membro del direttorio M5S, snocciola i numeri che fanno dell’Italia un Paese “fanalino di coda nel diritto allo studio. Su questo fronte – illustra – c’è da dire che solo il solo 15% degli studenti riceve aiuti” per un totale di “9 milioni di euro, tanto quanto spende il solo Comune di Roma per le auto blu. Se tagliassimo gli stipendi a tutti parlamentari, in 4 mesi avremmo una somma equivale al finanziamento che lo Stato destina al diritto allo studio. L’Italia investe solo 1% del suo Pil in università e ricerca, per raggiungere la media Ue servirebbero almeno 30-40 miliardi in più”.