AREZZO- Lo scorso 29 Aprile si è svolto in Comunità Montana un incontro operativo per il Protocollo relativo alla Ciclopista dell’Arno a cui erano presenti i tecnici della Comunità Montana, della Provincia di Arezzo e della FIAB aretina e toscana.
Il Presidente del Circolo Amici della Bici FIAB Arezzo, Enrico Valentini, ha commentato il lavoro svolto soffermandosi sull’analisi del percorso su cui è stato fatto un sopralluogo completo e accurato, esaminando le diverse ipotesi dei comuni. “Viene relazionato – sostiene il rappresentante – in modo estremamente dettagliato sulle ipotesi di tracciato da “Capo d’Arno” fino a “Monte sopra Rondine”, la confluenza tra Arno e Chiana. Di particolare interesse è il tratto che supera la frana di Serelli tra Mulin di Bucchio e Vallucciole, ma anche il percorso fino al “Canto alla Rana” (Stia). E’ stato considerato ad es. l’uso del sedime della ferrovia del Casentino nel tratto dimesso del “Groppino”.
La Ciclopista dell’Arno è in grado di innescare un sistema a lisca di pesce (se non proprio a rete) per una viabilità cicloturistica di grande pregnanza. Sono state considerate anche le accessibilità alle stazioni ferroviarie. La interlocuzione con i tecnici della Provincia e con la FIAB, è servita ad affinare alcune scelte, ma anche a definire i possibili tracciati alternativi.
Sono previsti a breve ulteriori test e sopralluoghi, verrà redatto un progetto di fattibilità con i relativi costi per essere presentato alla Conferenza dei Sindaci. Ricordiamo infatti che la cicloposta dell’Arno è considerata infrastruttura strategica. In definitiva si è compiuto un forte passo in avanti, grazie anche alla competenza e la passione dei tecnici pubblici che hanno lavorato in modo egregio”.
La Comunità Montana, la Provincia e la Fiab ribadiscono che occorre sin da ora individuare le potenziali ciclostazioni lungo il tracciato casentinese, con la possibilità di inserire in via sperimentale due “corse per ciclisti” nella linea ferroviaria Arezzo – Stia. Inoltre è necessario sollecitare la Regione Toscana ad inserire nella L.R. sul Turismo la figura di Guida ciclistica; prevedere sin dalle prime ipotesi progettuali le interconnessioni con ciclovie di interesse comunale (ad esempio lungo i principali immissari, collegamenti ad emergenze culturali e storiche, ecc); prevedere strutture ricettive e di supporto per il cicloturismo e il turismo scolastico in bicicletta.