Roma, 10 ott. (AdnKronos) – “Se il nostro ordinamento lo consentisse, credo sarebbe molto importante far svolgere le elezioni nella Capitale dopo la fine del Giubileo. Anche per evidenti ragioni di ordine pubblico. Tenere la campagna elettorale per qualche mese in contemporanea al pellegrinaggio di milioni di visitatori esporrebbe Roma a pericoli molto seri”. Lo afferma, in una intervista a Il Messaggero, il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda.
E se per questa opzione ci fossero ostacoli ‘formali’, “vanno superati”, aggiunge Zanda, perchè “il governo ha non l’interesse ma il dovere di tutelare la sicurezza e la serenità della vita quotidiana dei romani e delle masse di fedeli che arriveranno nella nostra città da tutte le parti del mondo”. Zanda dice di non credere a ‘gesti di vendetta’ di Marino nei confronti del Pd: “ho rispetto e stima, oltre che amicizia, nei confronti di Ignazio Marino. E pertanto, sono certo che non farà bassi gesti di vendetta. Se li facesse, la mia stima cesserebbe”.
Di meriti, afferma tra l’altro Zanda, il sindaco uscente ne ha avuti: “ha sfrattato Alemanno dal Comune grazie a un voto molto chiaro dei romani. Ha introdotto, nel Campidoglio post-Alemanno, onestà, trasparenza e rispetto delle regole. E ha impostato con rigore, gliene va dato grande atto, il bilancio della città che si era assai aggravato durante la sindacatura precedente, ma non aveva esperienza amministrativa e questo ha pesato”.