(AdnKronos) – Positivo, secondo il Csc, il percorso compiuto sul fronte dei conti pubblici. “Ll’Italia ha compiuto grandi progressi ed è in condizioni più solide di quasi tutti gli altri Paesi europei”, sottolinea il Centro Studi. Il saldo primario della Pa è proiettato nel 2016 al 2,2 per cento del Pil, era al meno 0,9% nel 2009. Quello delle partite correnti viaggia verso il 2,4 per cento del Pil e stava al meno 3,5% nel 2010.
Il Csc stima, poi, al rialzo le stime del rapporto deficit/pil: 2,8% nel 2015 e 2,1% nel 2016. A giugno, era stato, invece, previsto, rispettivamente, un indebitamento della Pa al 2,7% e 2%. In risalita anche le stime del debito pubblico: 133% nel 2015, rispetto al 132,7% delle stime di giugno, e 132,5% rispetto al 131,9%.
L’economia italiana è, dunque, in una fase cruciale. Il centro studi di Viale dell’Astronomia non parla di ripresa quanto piuttosto di recupero. E questo recupero è ancora “debole e fragile”. Per questo, i riflettori di Viale dell’Astronomia sono tutti puntati al banco di prova rappresentato della legge di stabilità. “L’economia sta ripartendo ma ha bisogno di un forte slancio che può provenire solo da politiche e provvedimenti ambiziosi”, è la richiesta che avanza il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.