(AdnKronos) – Lo “straordinario successo economico della Cina”, che vent’anni fa aveva 800 milioni di persone sotto la soglia della povertà assoluta ed è riuscita ad affrancarle dalla fame e dall’indigenza può essere giunto a un punto di non ritorno. Un’economia più matura “necessita di istituzioni di natura più inclusiva: devono – spiega sempre il docente dell’Università Ca’Foscari – portare al loro interno persone con idee e progetti nuovi, aprire a libertà ora assenti”.
L’inattesa svalutazione della moneta cinesa potrà avere effetti positivi sul resto delle economie mondiali. Secondo Corò, “in questi giorni si è un po’ drammatizzato lo scenario”. L’Italia, infatti, “esporta in Cina per lo più beni di lusso e di meccanica sofisticata, che sono prodotti poco elastici alla variazione del prezzo, non ne risentono”. In Germania, invece, “uno dei pochi Paesi ad avere un attivo commerciale con la Cina”, potrebbe essere arrivato il momento di rivedere le politiche commerciali, ri-stimolando i consumi interni.
“La Germania si sente sicura di dettare le sue regole di austerità in Europa pensando ai beni che esporta in Cina, ma ora potrebbe risultare più difficile fare affari”. Come per il Dragone, anche per l’Europa, quindi, si porrà “con più urgenza” il problema di rilanciare la domanda interna.