Milano, 12 ago. (AdnKronos) – Per cambiare l’Italia non c’è bisogno di un masterplan per il rilancio del Sud, ma di un cronoprogramma per l’intero Paese e farlo subito con il piede schiacciato sull’acceleratore. Detassare e investire in chi crea lavoro è la formula che Paolo Galassi, presidente di Api, l’associazione delle piccole e medie industrie, consiglia al premier Matteo Renzi. Nessuna ricetta magica, ma la richiesta di mettere mano a una politica industriale a medio-lungo termine.
“Basta parlare di Nord e Sud, basta pensare a dividere, serve un piano per l’Italia. Abbiamo bisogno – dice Galassi all’Adnkronos – di un cambio di passo, di una rivoluzione culturale. Occorre togliere le tasse ‘stupide’, alleggerire i costi indiretti che pesano sul lavoro, destinare i risparmi a chi crea lavoro. Servono regole semplici e condivise, smettere di chiedersi, davanti a una riforma, quanto durerà”. Per ripartire “il Paese deve mettersi in testa che c’è bisogno di riforme: serve destinare una parte dei soldi allo sviluppo”, ma occorre anche cambiare il rapporto tra banche e imprenditori, in un’Italia “oramai diventata un’oligarchia finanziaria, dove gli istituti di credito faticano a prestare denaro”.
Tra tasse e difficoltà di accesso al credito – “siamo un Paese fondato su un doppio Pil” – ci si confronta con un sindacato “fermo su concetti vecchi, sostenuto da pensionati e capace di tutelare solo chi lo è già”, con pmi “che spesso a causa di questa situazione hanno paura di ingrandirsi e innovarsi” e con una politica “che preferisce lasciare le cose come stanno”.