(AdnKronos) – La Banca Mondiale ritiene poi che, oltre all’industria petrolifera, a beneficiare della riapertura degli scambi commerciali saranno in particolare il settore delle automobili e quello farmaceutico. Il settore delle autovetture comprende infatti le maggiori industrie del paese (Bahman Group, Iran Khodro e Saipa) e vale più del 10% del pil del paese. Dopo le sanzioni del 2012, la produzione di automobili è crollata da 1,6 milioni a 700 mila vetture. L’aspettativa è che il livello di produzione ritorni ai livelli pre-sanzioni in circa due anni. Anche il settore farmaceutico dovrebbe ben presto tornare ai livelli pre 2012, quando valeva oltre 2,5 miliardi di dollari.
Dal 2012, l’economia iraniana ha creato 200.000 posti di lavoro l’anno, ma, secondo la Banca Mondiale, nei prossimi cinque anni potrebbero diventare cinque milioni, con un tasso di disoccupazione al di sotto del 10%. Una crescita non impossibile, data la forte espansione della domanda di lavoro dovuta all’aumento dei consumi interni per le rendite petrolifere e la crescita dei settori ad alta intensità di lavoro come quello automobilistico, farmaceutico, dell’edilizia, del turismo e del settore terziario.