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Iran: Banca Mondiale, con fine sanzioni +2,8% di pil

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Roma, 11 ago. (AdnKronos) – Un “guadagno di prosperità” di 13 miliardi di dollari, il 2,8% del pil totale, rispetto al dato attuale. Questo, secondo la Banca Mondiale, l’effetto della fine delle sanzioni internazionali sull’economia iraniana che, nei prossimi tre anni, dovrebbe far registrare una crescita del pil tra il 5 e il 5,5%, fino a 15 miliardi di dollari di ricavi per l’export di petrolio, ma anche una ripresa industriale dovuta ai nuovi scambi commerciali con Ue e Stati Uniti e tra 3 e 3,5 miliardi di dollari di investimenti esteri.
L’effetto più importante sarà il ritorno di Teheran sul mercato petrolifero, ma fondamentale sarà anche la ripresa dei rapporti commerciali con i paesi occidentali. Se all’inizio degli anni 2000, infatti, i paesi europei, in primis Germania, Francia e Italia, erano i principali partner commerciali dell’Iran, dopo le politiche di Ahmadinejad di “orientarsi verso oriente” e le successive sanzioni, questi sono stati superati da Cina, India, Corea del Sud, Turchia ed Emirati Arabi.
Le esportazioni verso l’occidente sono diminuite ulteriormente a seguito dell’inasprimento delle sanzioni nel 2012. Secondo il rapporto della Banca Mondiale, la perdita per le esportazioni iraniane è stata pari a 17,1 miliardi di dollari, circa il 13,5% delle esportazioni totali. In termini assoluti, il mercato europeo nel quale la perdita è stata maggiore è stato quello italiano, con 2,9 miliardi di export in meno nel biennio 2012-2014.