Home Nazionale Istat: dal pil all’inflazione, italiani più informati sui dati (2)

Istat: dal pil all’inflazione, italiani più informati sui dati (2)

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(AdnKronos) – Più di sei intervistati su dieci (61,9%) hanno fornito un valore del tasso di disoccupazione pari al 19,7%, contro un dato ufficiale, riferito a marzo 2015, del 12,7%. Il 29,1% dei rispondenti, pur non riuscendo ad esprimere un valore quantitativo puntuale per questo indicatore, ne ha comunque sentito parlare; invece, il 7,5% non ne ha avuto l’occasione.Sulla dinamica del Pil i consumatori esprimono un dato migliore di quello effettivamente rilevato dalla statistica ufficiale; per la disoccupazione, al contario, indicano un valore peggiore. Sembra pertanto che nella percezione dei consumatori risulti amplificata l’uscita dalla crisi così come il permanere delle difficoltà nel mercato del lavoro.
I principali canali d’informazione utilizzati dai consumatori per acquisire informazioni statistico-economiche sono la televisione (81,1%), Internet (48,8%) e i giornali (46,7%); seguono la radio (20,0%), le discussioni con parenti e amici (14,4%), le pubblicazioni specializzate e scientifiche (7,6%) e i discorsi dei leader politici (5,1%). Una proporzione crescente degli intervistati dichiara di avere fiducia nelle statistiche ufficiali, sono il 61,5% nel mese di aprile del 2015 rispetto al 59,5% dello stesso mese dell’anno precedente. La qualità e l’affidabilità delle informazioni diffuse dai media sullo stato dell’economia italiana durante la recente crisi finanziaria sono state giudicate buone o sufficienti dalla metà degli intervistati.
L’informazione statistica è scarsamente utilizzata per le scelte individuali effettuate riguardo investimenti, acquisti importanti, decisioni su studio e lavoro o per la gestione del risparmio. Anche se la maggior parte dei consumatori dichiara di non utilizzare i dati statistico-economici ufficiali per le proprie scelte economiche (l’81,7%), ben l’84,7% ritiene comunque molto abbastanza importante essere informati su questi argomenti (in crescita rispetto all’83% dello scorso anno).