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Sindacati, intesa unitaria su piattaforma contratto chimici

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Roma, 1 lug. (Labitalia) – Gli esecutivi unitari di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, riuniti oggi a Roma, hanno dato il ‘via libera’ all’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto del settore chimico-farmaceutico (oltre 171.000 i lavoratori interessati, dipendenti da più di 2.900 imprese) in scadenza il 31 dicembre 2015. E’ quanto si legge in una nota della Filctem Cgil.
“Ora l’ultima parola -continua la nota del sindacato- spetta alle assemblee dei lavoratori, in maniera tale da consentire l’avvio delle trattative, presumibilmente a settembre, subito dopo l’assemblea dei quadri e delegati per il varo definitivo, con le associazioni imprenditoriali di riferimento (Federchimica, Farmindustria, Assocerai, Anicta-Confindustria, alle quali sono già state inoltrate le lettere di disdetta)”.
“Ma gli esecutivi unitari -continua la nota dei sindacati- hanno fatto di più: hanno anche approvato le linee-guida per le piattaforme contrattuali di altri importanti rinnovi di contratti in settori industriali e dei servizi a rete (gomma-plastica, energia e petrolio, gas-acqua, occhiali, Pmi Unionchimica-Confapi) in scadenza sempre al 31 dicembre 2015 e/o prossimi alla scadenza, a cominciare da quelli del settore manifatturiero, tessile-abbigliamento in testa”.
“Non è stato facile: in un paese ancora in crisi di recessione, in presenza di una instabilità economica che scoraggia investimenti e consumi -dicono Emilio Miceli, Sergio Gigli, Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali di Filctem, Femca, Uiltec – è necessario riattivare politiche industriali e dinamiche salariali di sostegno al reddito”.
“I contratti nazionali vanno rinnovati presto e bene -insistono i tre leader sindacali- e devono garantire, tenuto conto degli andamenti economici, la difesa del potere di acquisto attraverso l’incremento dei minimi contrattuali, il miglioramento del welfare contrattuale e delle prestazioni lavorative. Sfidiamo gli imprenditori ad aprire subito i tavoli di trattativa e ad orientare i loro piani verso una maggiore innovazione di prodotto e di processo, di investimenti a loro sostegno, in particolare nella ricerca, per sostenere una competizione mondiale sempre più complessa, non fosse altro perché le idee di deregulation, dello sfruttamento delle risorse, di dumping sociale, del contenimento dei costi e dei diritti dei lavoratori hanno clamorosamente fallito!”.
“Ecco perché insistiamo -concludono i tre segretari generali- affinché tutte le ipotesi di piattaforme contengano i necessari miglioramenti dei provvedimenti legislativi relativi al lavoro in relazione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alla conferma dei codici di disciplina e alla tutela dai licenziamenti collettivi”.