Milano, 30 giu. – (AdnKronos) – Il ‘caso Maltauro’ ad Expo 2015 potrebbe essere una “strada possibile” per cercare, in alcuni casi, “di tenere in piedi un’impresa togliendola da rischi di infiltrazioni”. Lo afferma Antonio Calabrò, consigliere incaricato di Assolombarda con delega alla Legalità e responsabilità sociale d’impresa, a margine oggi di un convegno sull’infiltrazione delle mafie nelle aziende del Nord.
Nel ‘caso Maltauro’, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone aveva deciso il commissariamento parziale dell’azienda coinvolta in un’inchiesta giudiziaria relativa ai lavori per Expo, istituendo un regime innovativo in Italia: non la tutela dell’intera azienda, ma di quel segmento di attività sotto inchiesta. Cantone aveva così proposto al prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca di adottare le misure per la ‘straordinaria e temporanea gestione dell’impresa appaltatrice limitatamente alla completa esecuzione del contratto oggetto del procedimento penale’.
Una soluzione che, in tema di aziende ‘rovinate’ dalla criminalità organizzata, può essere, dice oggi Calabrò, una “strada possibile”, un “tentativo” di “governare un’impresa sottraendola dalla criminalità”.