Home Nazionale La Svp torna alla carica per le sfilate con armi storiche degli Schutzen

La Svp torna alla carica per le sfilate con armi storiche degli Schutzen

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Roma, 21 giu. (AdnKronos) – “Uno Schutzen senza fucile, spadone o alabarda, è come un cowboy senza cavallo”. Ricorre all’epopea del selvaggio West il senatore altoatesino Karl Zeller per spiegare il senso della proposta che la Svp anche in questa legislatura ha presentato tanto a Palazzo Madama quanto a Montecitorio. Sempre e solo con un obiettivo: superare le norme che vietano alle armi storiche di sfilare nei raduni e nelle manifestazioni che riuniscono più volte ogni anno Schutzen sudtirolesi, austriaci e bavaresi.
Un problema, spiega Zeller, che ha una valenza ‘transfrontaliera’: gli Schutzen italiani sono costretti a sfilare in patria con armi ‘taroccate’: spade senza punta e fucili otturati che non possono sparare; quelli che vengono da Austria e Baviera devono lasciare schioppi e alabarde al di là della frontiera. Quando invece sono i nostri ad oltrepassare il confine per partecipare ai raduni di austriaci e bavaresi, possono farsi tranquillamente prestare le armi storiche e sfilare senza che nessuno impugni il codice. Insomma, una discriminazione ‘di andata e ritorno’ che la Svp vuole abrogare.
Sono quasi vent’anni, fin dalla XIII legislatura, che il piccolo drappello sudtirolese in Parlamento prova a cancellare dall’ordinamento l’articolo 4 della legge 110 del 1975. Norme, spiega Zeller, “che potevano trovare giustificazione negli anni dell’emergenza terroristica e della violenza politica. L’allarme sociale provocato da gravissimi attentati con morti e feriti, come la preoccupazione per manifestazioni pubbliche dove spesso spuntavano armi proprie e improprie, giustificavano una normativa poco garantista ed eccessivamente restrittiva”.