(AdnKronos) – “Pizze, focaccine e patatine sono i tipici alimenti ‘uno tira l’altro’ e questo rappresenta un problema da un punto di vista digestivo, la quantità in questo caso fa la differenza -afferma il dottor Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo, specialista in Scienza della Nutrizione Umana all’Università La Sapienza di Roma-. Gli alimenti solitamente consumati durante la partita sono molto spesso mal tollerati da chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile, volgarmente chiamata colite e, se assunti voracemente e in grandi quantità, possono dare origine a fastidiosissimi dolori addominali, distensione e gonfiore”.
Tra i comportamenti alimentari che rischiano di compromettere il benessere dei tifosi, gli esperti segnalano infatti la tendenza a mangiare troppo durante la partita (65%), dato che esiste il rischio di non rendersi conto di quanto e di cosa si sta mangiando non avvertendo il senso di sazietà. Deleterio per il benessere anche mangiare in piedi o stravaccati sul divano (60%): in questo modo il sangue fa più fatica a refluire nell’intestino e si rischia d’incorrere in congestioni e fastidiosi dolori. Un altro aspetto importante è come si mangia, soprattutto la cura con la quale si mastica il bolo alimentare: secondo il 57% dei nutrizionisti infatti masticare velocemente senza sminuzzare il cibo adeguatamente facilita l’incorrere di bruciori di stomaco.
“Un ulteriore aspetto che peggiora la situazione è lo stress con il quale si consumano questi alimenti -prosegue il dottor Luca Piretta-. Legato al fatto di seguire una partita così importante per il tifoso, lo stress induce a mangiare più di quanto si farebbe per fame, solo per placare lo stato d’ansia o per compensare qualche dispiacere se la partita si mette male. La distrazione per colpa dell’evento sportivo inoltre induce a mangiare velocemente il cibo e ad accompagnarlo a un importante volume di bevande, spesso gassate. La necessità di una rapida distensione dello stomaco entra in conflitto con lo stato emotivo, che al contrario tende ad ostacolarla, e di conseguenza la successiva mal digestione risulta un fenomeno frequente”.