Roma, 1 giu. (AdnKronos) – Risultati a due cifre in tutte le Regioni al voto, il M5S esce dall’incubo regionali e si radica come forza politica sul territorio. Con Beppe Grillo defilato e il direttorio in prima linea, il responso uscito dalle urne vale doppio per i grillini. “Credevano fossimo un fuoco di paglia – rivendica Luigi Di Maio – Ma il Movimento è di sana e robusta costituzione”. Grillo, atteso a Roma ma poi rimasto a Genova, esulta con i suoi via blog. E ne ha soprattutto per il Pd e per l'”innominabile” Matteo Renzi, ‘bannato’ da mesi dal leader pentastellato.
Grillo ringrazia gli elettori per aver “ridimensionato” il Pd portandolo “a percentuali più consone (metà rispetto alle europee) alla sua (non) azione di governo. Non si gestisce un Paese con le menzogne e con l’arroganza”. “Il primo grazie (di cuore) va a De Luca, ineleggibile e impresentabile, che ha mostrato il vero volto del Pd della (il)legalità”. Fiato sul collo del presidente del Consiglio: “Il prossimo ringraziamento – profetizza – sarà alle politiche. Un giorno del ringraziamento con il tacchino del Pd nel forno”.
Un piccolo lapsus lo induce a parlare del Movimento come di un partito, errore da penna rossa per i grillini. Ma la linea dei 5 Stelle non cambia. E se Michele Emiliano guarda al M5S, Grillo e i suoi chiudono la porta a doppia mandata. “Alle sirene della sinistra che ci vorrebbero assessori o alleati si ricorda che il M5S voterà in consiglio regionale (e in Parlamento) ogni proposta che sia contenuta nel suo programma o che porti un beneficio ai cittadini. Le alleanze e gli inciuci non ci appartengono”.