(AdnKronos) – “Spesso sono giovani che hanno deciso di puntare su un’idea innovativa e sulle proprie competenze per realizzarla, anche sfruttando le nuove tecnologie della rete. Per sostenere questi neo-imprenditori dobbiamo dare loro un paese più moderno e quindi più digitalizzato, anche per attrarre intelligenze e investimenti dall’estero, più meritocratico e capace di valorizzare i talenti delle persone. Il vero successo delle riforme che si stanno disegnando si misurerà su quanto riusciremo a fare su questi fronti, a partire da quello della pubblica amministrazione che deve diventare realmente ‘amica’ delle imprese.”
Il contributo dei giovani imprenditori under 35 al ricambio della base imprenditoriale (il saldo tra aperture e chiusure di imprese giovanili è stato pari a +16.606 unità) è particolarmente importante in un trimestre come quello di inizio anno che, tradizionalmente, sconta un forte bilancio negativo (quest’anno è stato pari a -18.685 unità, dovuto al concentrarsi di molte chiusure di attività sul finire dell’anno precedente). Nonostante la lunga e sfiancante stagione di crisi, il tessuto produttivo italiano mostra dunque una notevole capacità di rigenerare risorse imprenditoriali, grazie alla forte dinamica della sua componente giovanile.
Pur rappresentando il 9,5% di tutte le imprese oggi iscritte alle anagrafi camerali, le imprese guidate da giovani con meno di 35 anni contribuiscono infatti per oltre il triplo di questo valore (come detto il 31%) all’afflusso di nuove forze imprenditoriali nel tessuto economico del paese. Un contributo rilevante a sostenere questo turnover è venuto dagli imprenditori immigrati nel nostro paese. Delle 35.442 nuove iniziative imprenditoriali giovanili del trimestre, infatti, ben 7.773 (in pratica una su cinque) ha alla guida una persona nata al di fuori dei confini nazionali.
La maggiore concentrazione settoriale delle nuove imprese ‘under 35’ con passaporto straniero si registra in due grandi settori accomunati da una bassa difficoltà di ingresso: il commercio, con 2.289 nuove attività (il 29,5% di tutte le nuove imprese giovanili di immigrati) e l’edilizia (1.404 nuove attività, pari al 18,1% del totale rierito agli immigrati).