Home Nazionale Imprese: da workers buyout a legge appalti, le cooperative cambiano pelle (2)

Imprese: da workers buyout a legge appalti, le cooperative cambiano pelle (2)

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(Milano) – A testimoniare come si può superare la crisi è anche Mikel Lezamis del distretto cooperativo di Mondragon (Spagna) e Stilian Basulopulov presidente delle cooperative della Bulgaria. Il modello spagnolo “è un’esperienza molto dinamica che impiega oltre 75mila lavoratori, il 90 per cento dei quali sono soci”, in cui trovano spazio i settori più disparati legati però da una collaborazione completa. Il tutto si basa su quattro pilastri: formazione, sistema finanziario, innovazione e assistenza nel campo sanitario. Un sistema a cui ispirarsi.
In Bulgaria, invece, in questo momento “si punta sulla social economy e su rapporti più forti con le municipalità”, con uno sguardo all’Italia: “abbiamo iniziato a lavorare con cooperative toscane e messo dei semi anche a Brescia”, racconta Basulopulov. Riformare le regole degli appalti e semplificare una normativa che nel corso degli anni si è stratificata rendendo complicata l’efficienza delle gare, è invece la richiesta di Marco Gasparri, direttore Area Sourcing Servizi ed Utility di Consip, la società per azioni del Mef che lavora al servizio della Pubblica amministrazione e che svolge attività di consulenza, assistenza e supporto nell’acquisto di beni e servizi.
Come ricorda Giuseppe Catalano docente di Economia pubblica alla Sapienza di Roma – che sta realizzando uno ricerca per conto di Federlavoro sulle gare di appalto e i rapporti tra imprese e Pa – “in molti settori la presenza di un unico o pochi general contractor porta a condizioni di monopolio e oligopolio, spesso difficilmente reversibili, che non generano efficienza e limitano ingiustificatamente lo sviluppo della concorrenza in contraddizione con le stesse disposizioni europee”.