(AdnKronos) – Ma la speranza è che, oltre a ospitare milioni di visitatori, Expo contribuisca a rilanciare e ad accelerare la crescita economica. “Siamo all’inizio di un ciclo economico positivo: ci sono più fiducia e ottimismo ed Expo arriva nel momento giusto per fare da innesco e spingere la crescita”, dice Caratti. Anche perché l’industria alimentare, uno dei principali settori economici europei con oltre mille miliardi di fatturato l’anno, produce sia crescita che occupazione. E può ancora sfruttare una gamma vastissima di prodotti di denominazione di origine controllata, in gran parte “ancora poco conosciuti e con un potenziale per l’export colossale”. Per questo l’esecutivo di Bruxelles ha organizzato un ampio programma di incontri b2b fra produttori e potenziali clienti.
Ma gli affari non sono l’unico obiettivo della Ue a Expo. “Il primo è di riconnetterci con i cittadini: la Commissione -spiega Caratti- viene sempre vissuta come un organismo tecnocratico, lontano dai cittadini e dai sentimenti, e il grado di apprezzamento della Ue sta crollando tra le opinioni pubbliche di tutto il continente”. In questo senso Expo è “una grande opportunità per comunicare”.
Altro obiettivo della partecipazione è politico ed è legato al tema dell’esposizione: l’alimentazione, in cui l’Europa gioca un “ruolo importante”, con l’aspetto della ricerca, fondamentale per la Commissione europea. Per Caratti “sarà fondamentale il trasferimento di conoscenze e di pratiche, che possono riguardare l’adattamento delle colture ai cambiamenti climatici, la riduzione del consumo energetico o gli Organismi geneticamente modificati e i rischi che possono comportare”.