Venezia, 13 apr. (AdnKronos) – “Ieri eravamo a Roma, in piazza San Pietro, perché sapevamo che il Papa avrebbe celebrato una Santa Messa in occasione del centenario del genocidio del popolo armeno”. Lo racconta all’Adnkronos Padre Elia, superiore della Comunità dei Padri Armeni del Monastero Mechitarista di San Lazzaro che sorge in mezzo alla laguna di Venezia.
“Piazza San Pietro era piena di gente che forse non sapeva nulla del genocidio degli Armeni cento anni fa, e che così ha assistito ad una cerimonia religiosa di un evento tragico per un popolo, che ha subito un genocidio cento anni fa da parte di un governo, e non di un partito, che ha organizzato una grande deportazione, che è diventata un grande genocidio”, spiega Padre Elia.
“Per fare un gesto come questo – spiega il superiore del monastero di San Lazzaro – il Papa è stato coraggioso e al tempo stesso umile, sapendo che ci sono delicati problemi politici e relative conseguenze. Il suo è stato un gesto di grande coraggio”. E, in ogni caso, secondo Padre Elia: “Anche in Turchia, dove fino a ieri si è sempre negato tutto, oggi parte della popolazione non chiude più di occhi, e riconosce quanto successo cento anni fa, e questo è un passo importante”.