(AdnKronos Salute) – Analisi di istituti accreditati dimostrano che comunque i costi che devono essere sostenuti dalle aziende per completare il processo di approvazione dei farmaci sono aumentati del 145% durante gli ultimi 10 anni, un tasso medio di crescita composto annuo dell’8,5%. Vengono sfatati alcuni luoghi comuni, come il mito che la spesa sanitaria sia elevata quando rappresenta solo il 9% del Pil contro il 12% della media europea e addirittura il 17% negli Usa.
Anche il confronto internazionale dei prezzi dei farmaci mette in rilievo come quelli praticati in Italia non siano elevati rispetto alla media estera: recenti studi mettono in evidenza come i prezzi dei prodotti farmaceutici nel nostro Paese siano del 14,6% più bassi rispetto alla media europea. Grande è la crescita del settore distributivo che viene descritto a livello strutturale e quantitativo: il servizio Research di Banca Mps ha elaborato un indice, Mps-Phd, basato sui prezzi di borsa delle principali aziende di distribuzione a livello mondiale. L’indice è triplicato nel periodo 2011- 2015 ed è aumentato del 36% solamente durante il 2014.
Molto importante è anche la capillarità della distribuzione farmaceutica in tutta Europa, dove sono presenti oltre centomila farmacie: nella sola Italia sono oltre 18 mila. Tema delicato è quello della distribuzione parallela, attività che viene da molti ritenuta responsabile della scarsità di alcuni farmaci molto importanti in Italia. Nel nostro Paese infatti vengono acquistati e rivenduti da operatori su altri mercati nei quali i prezzi degli stessi farmaci sono più elevati, concludono gli analisti.