Home Attualità Piemonte: Osservatorio regione, crisi fa sentire effetti su mercato lavoro

Piemonte: Osservatorio regione, crisi fa sentire effetti su mercato lavoro

0

Torino, 18 mar. (Labitalia) – E’ un quadro in chiaroscuro quello del mercato del lavoro in Piemonte nel 2014 che emerge dal complesso dei dati Istat, Inps e dell’Osservatorio regionale, in cui si risente ancora della pesante crisi economica che ha colpito la nostra regione in maniera particolare, ma in cui cominciano a intravedersi degli spiragli di ripresa.
Un andamento che pare confermato dalle prime rilevazioni del 2015: le assunzioni a tempo indeterminato standard (cioè al netto di fattispecie contrattuali specifiche, come il lavoro domestico o il lavoro intermittente a tempo indeterminato), sono state dal 1° gennaio al 15 marzo 25.480, contro le 17.304 dello stesso periodo del 2014, cioè 8.200 unità circa in più, pari a una crescita del 47,2%.
Nel 2014 resta sostanzialmente stabile l’occupazione, con 1.773.000 addetti, 2.000 in più dell’anno precedente, con una variazione quindi marginale dell’1%, in un contesto, quello del Nord Italia, che appare più dinamico (+8%), a fronte di un forte arretramento del mezzogiorno ( – 45.000 unità).
“Non accenna a diminuire -spiega l’assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero- la disoccupazione giovanile, che raggiunge nella fascia fino a 24 anni il 42,2%, un punto e mezzo in più rispetto al 2013. È un dato in linea con la media nazionale (e ricordiamo che i livelli generali di disoccupazione in Piemonte sono invece di un punto e mezzo al di sotto di quelli italiani), e che si colloca di quasi 10 punti al di sopra del livello medio delle regioni settentrionali (32,7%), a sottolineare una specifica gravità della questione giovanile sul territorio piemontese e l’urgenza di rafforzare gli interventi di politica attiva finora svolti, con il consolidamento del progetto Garanzia Giovani, i cui risultati cominciano a essere incoraggianti”.
Secondo i dati a disposizione della Regione diminuiscono anche le richieste di cassa integrazione straordinaria e in deroga. Nel primo caso, a fine anno risultano 26.000 lavoratori coinvolti nelle procedura ancora attive, rispetto ai 40.000 di fine 2013 (- 34%). Alla flessione della cassa straordinaria e in deroga si contrappone una crescita delle iscrizioni nella lista di mobilità, che tende a concentrarsi nella seconda metà dell’anno, quando si avvicina la scadenza del 31 dicembre, che segna il passaggio ad una gestione meno favorevole per gli iscritti, con la diminuzione dei tempi di copertura dell’indennità.
I dati annuali mostrano un incremento degli avviamenti al lavoro attestato intorno al 6%, trainato dalla ripresa dell’industria e dei servizi alle imprese (+ 10%), mentre resta critica la performance delle costruzioni (- 4,3%) e stagnante l’area commerciale e turistica (+ 0,2%), dove però va valutato il parziale spostamento della domanda più flessibile dal lavoro intermittente verso il sistema a voucher del lavoro accessorio, non registrato dalle comunicazioni obbligatorie.
“Il 2014 -fa notare l’assessore Pentenero- si pone come annualità interlocutoria, tutt’altro che esaltante, ma di transizione, si spera, verso una fase di ripresa che potrebbe consolidarsi nel corso del 2015. Ci sono tutte le premesse di base sul versante economico, in specie il crollo del prezzo del petrolio e l’indebolimento dell’euro, anche se appare ancora asfittico il mercato interno e le indagini previsionali condotte nel sistema delle imprese segnalano ancora il persistere di difficoltà congiunturali e un clima di scarsa fiducia nelle prospettive di breve periodo”.
“L’anno appena trascorso segna, inoltre, l’avvio -sottolinea- di un processo di cambiamento importante ed esteso della normativa sul mercato del lavoro, che investe l’insieme degli istituti ora in vigore e lo stesso assetto istituzionale e che troverà compimento nel primo semestre 2015. Si tratta di un passaggio delicato che segna lo spostamento dell’intervento pubblico dalle politiche passive a quelle attive, con un più alto grado di interazione fra queste due componenti, e dove si delinea un ragguardevole impegno per migliorare la condizione giovanile sul mercato”.
“In definitiva, però, ci pare che -osserva- sussistano le condizioni per un rilancio non peregrino o aleatorio della nostra economia e di un rientro da livelli di disoccupazione senza precedenti, anche se il percorso non sarà sicuramente lineare e dovremo convivere ancora a lungo con situazioni di crisi industriale e con elevati tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile”.