Milano, 17 mar. (AdnKronos) – “I piani di sicurezza vanno elaborati con una certa flessibilità, per renderli adattabili agli inevitabili cambiamenti che nascono sempre durante manifestazioni di tale complessità”. E’ quanto suggerisce l’Anra, l’associazione che dal 1972 raggruppa i risk manager e i responsabili delle assicurazioni aziendali, dopo che il Viminale ha stilato il piano per vigilare sulla sicurezza dell’Expo di Milano che prevede lo stanziamento di 2.600 uomini, cui si aggiungono i circa 2.000 uomini già operativi su Milano, per una spesa di 90 milioni di euro.
“Proprio la pianificazione della sicurezza per le persone e per le infrastrutture in grandi eventi come l’Expo -commenta Paolo Rubini, Presidente di Anra- richiede esperienza e conoscenze significative, oltre a una solida competenza su problematiche giurisdizionali, culturali e ambientali. L’alta concentrazione di persone richiede, ad esempio, precise procedure di gestione delle emergenze. I momenti di crisi possono essere molteplici -osserva Rubini- a partire da improvvisi sommovimenti di folla per via di un improvviso evento atmosferico, di un black out elettrico, un incendio, per non dire delle minacce di attacchi terroristici che in simili occasioni si intensificano”.
“Diverse aree critiche -spiega Rubini- richiedono un personale di sicurezza correttamente formato in grado di agire a seconda dei diversi scenari. Siamo più che mai in presenza delle classiche condizioni necessarie all’organizzazione di un grande evento, con la differenza, in questo caso, che il tutto dovrà protrarsi per un periodo di sei mesi e ogni giorno sarà ricco di appuntamenti che coinvolgeranno espositori e visitatori”.