Verona, 18 feb. (AdnKronos) – Con l’aggravarsi delle condizioni di sicurezza in Libia, la Farnesina, domenica scorsa, 15 febbraio, ha segnalato che “l’Ambasciata d’Italia a Tripoli ha sospeso temporaneamente le proprie attività fino a nuovo avviso”, ribadendo il “pressante invito ai connazionali a non recarsi in Libia e a quelli tuttora presenti a lasciare temporaneamente il Paese”.
Tra le numerose e gravi conseguenze sul piano umanitario, sociale, dell’incolumità fisica, l’escalation della crisi libica, in atto da tempo, ha condizionato e sta continuando a condizionare anche l’andamento dell’interscambio commerciale con l’Italia, coinvolgendo direttamente anche la provincia di Verona.
“Nell’ultimo trimestre di cui c’è disponibilità di dati, ossia settembre-novembre 2014, il made in Italy nazionale verso la Libia è crollato del 35,1%”, spiega Andrea Bissoli, Presidente di Confartigianato Verona, che riporta i numeri elaborati dall’Ufficio Studi della Confederazione, su dati Istat. “Verona – continua Bissoli – è tra le province maggiormente esposte alle ripercussioni sulle esportazioni di made in Italy non energetico in Libia. Dal nostro territorio, negli ultimi quattro trimestri, ossia dal quarto 2013 al terzo 2014, sono partiti, per la Libia, prodotti, merci e lavorazioni per un valore complessivo di 38,3 milioni di euro, attestando Verona al sesto posto nazionale dietro a Milano, che occupa la vetta della graduatoria, seguita da Torino, Salerno, Napoli e Padova”.