(AdnKronos) – La ricerca, condotta da Althesys, ha inoltre valutato le performance delle utilities esaminandone anche la gestione operativa, la comunicazione, la sostenibilità sociale e ambientale, il rapporto con i consumatori e con il territorio, il patrimonio tecnologico e l’innovazione. “Un approccio innovativo”, come spiega Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e coordinatore del gruppo di ricerca Top Utility, che ha permesso di portare alla luce eccellenze, criticità e tendenze di fondo. Ne è emerso che “il settore, in Italia, è ancora molto eterogeneo. Accanto ai grandi gruppi, ormai di dimensioni sovra regionali o nazionali, vi è una molteplicità di realtà piccole e piccolissime, con differenze di business, solidità e risultati molto differenti. Ma la linea di tendenza è chiara: crescono le dimensioni e aumenta l’efficienza, sebbene ci sia ancora strada da fare perché il settore abbia una struttura simile a quella degli altri Paesi europei”.
Le medie e piccole realtà, in effetti, appaiono stabilmente in alto spinte da ottimi risultati della gestione operativa, da una particolare considerazione per la sostenibilità, dall’attenzione ai clienti e al territorio. Così come le aziende medio piccole dei comparti ambientali (servizio idrico integrato e rifiuti), i cui ricavi risultano stabili o in crescita. Superiori alla media i risultati delle aziende di nettezza urbana, con una percentuale di raccolta differenziata che raggiunge il 49%. Il settore dell’acqua invece rileva perdite medie attorno al 35%, soprattutto al Sud (50%) mentre il Nord è vicino agli standard europei, indicando la necessità di investire di più sulle condutture, sebbene una parte consistente delle perdite sia di natura amministrativa.