Roma, 30 gen. (Labitalia) – “In Italia cambia il regime delle imprese minime. Dopo 15 anni dall’entrata in vigore del regime dei minimi, e il restyling del 2012 con il regime di vantaggio, dal 2015 è in vigore il regime forfetario. Diverse le novità in materia di regime di imposte dirette e indirette, ma cambia sostanzialmente anche il regime contributivo di imprese e autonomi che fatturano tra i 15 e i 40 mila euro”. Lo precisa la Fondazione studi dei consulenti del lavoro che, con la circolare numero 2 del 2015, analizza le novità che da quest’anno caratterizzeranno questo nuovo regime contabile applicabile ad una vasta platea di contribuenti.
“I contribuenti che applicano il regime forfetario -avverte- sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore e dei parametri. Gli stessi saranno esclusivamente tenuti a specifici obblighi informativi, sull’attività svolta, in appositi riquadri della dichiarazione reddituale”.
“In materia di accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso si applicano -continua la Fondazione Studi- in modo compatibile alle prescrizioni del regime forfetario, le disposizioni vigenti in materia di imposte dirette, Iva e Irap. In caso di infedele indicazione dei requisiti e delle condizioni per fruire del regime forfetario, le sanzioni sono aumentate del 10% se il maggior reddito accertato supera del 10% quello dichiarato. In caso di accertamento -sottolinea- divenuto definitivo e, quindi, in caso di contenzioso esclusivamente con sentenza passata in giudicato, il regime forfetario cessa di avere applicazione dall’anno successivo”.