Home Nazionale Fisco: Corte Conti, tax compliance non funziona, cambiare strategia(2)

Fisco: Corte Conti, tax compliance non funziona, cambiare strategia(2)

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(AdnKronos) – A far sì che ‘l’adempimento spontaneo’ rimanesse sulla carta, dice ancora la Corte dei Conti, sopratutto “l’affievolimento del sistema sanzionatorio e il mancato potenziamento operativo dell’apparato di controllo” che hanno perciò “vanificato la razionalità teorica di un sistema fiscale basato sull’adempimento spontaneo, quale è quello che riguarda i circa cinque milioni di contribuenti che operano nel settore delle attività indipendenti e che sono, pertanto, in grado di autodeterminare almeno in parte il loro grado di lealtà fiscale”.
I risultati dell’analisi, dunque, ribadiscono i magistrati contabili,” inducono a prospettare l’esigenza di una diversa strategia di contrasto dell’evasione, basata in primo luogo sull’impiego della tecnologia, sia ai fini della naturale emersione delle basi imponibili, attraverso l’introduzione della fatturazione elettronica nei rapporti tra soggetti IVA (c.d. rapporti B2B) e la diffusione degli obblighi di pagamento tracciato e di comunicazione telematica dei corrispettivi, sia in chiave persuasiva e conoscitiva, onde assicurare al contribuente la tempestiva e preventiva conoscenza dei dati fiscalmente significativi (fatture di acquisto e di vendita, pagamenti ed incassi, dati strutturali, consumi privati, ecc.)”.
Legato alla necessità di una evoluzione del sistema, dunque, sopratutto un diverso ruolo dell’amministrazione fiscale, “non più solo orientata ad un’azione repressiva e reattiva, ma anche fortemente impegnata a indurre comportamenti coerenti nella fase dell’adempimento”. Ma non solo. Serve anche, conclude il Report della Corte, rivedere “alcuni meccanismi dell’Iva, tributo che per le sue caratteristiche si presta in molti casi ad amplificare i vantaggi dell’evasione, di assicurare un adeguato bilanciamento del rapporto tra frequenza dei controlli e entità del rischio sopportato e sulla necessità di riequilibrare il sistema di riscossione”. In questa direzione però, dice ancora la Corte, “sembrano andare alcune delle misure previste dal disegno di legge di stabilità 2015 e, in particolare, quelle volte a favorire l’adempimento volontario, attraverso la messa a disposizione delle informazioni fiscalmente significative prima dell’adempimento, e quelle finalizzate ad estendere i casi di “reverse charge”, allo scopo di spostare l’obbligo fiscale Iva sui soggetti maggiormente affidabili”.