(AdnKronos) – Secondo le indagini, prima condotte dalla Dda di Napoli e poi trasferite a Firenze per competenza territoriale, l’esplosivo (tra cui tritolo e dinamite) sarebbe stato prelevato da un deposito in contrada Giambascio a San Giuseppe Jato, controllato da Giovanni Brusca.
A ‘incastrare’ Riina, oltre alle dichiarazioni rese da Giovanni Brusca, ci sono le testimonianze concordanti di numerosi pentiti, tra i quali Luigi Giuliano, Guglielmo Giuliano, Salvatore Stolder, Francesco Franzese, Gioacchino La Barbera, Leonardo Messina, Antonino Giuffrè, Giovanbattista Ferrante e Salvatore Giuliano, oltre alle indagini e agli accertamenti condotti dal Ros dei carabinieri di Napoli.
Agli atti del processo è allegata anche una consulenza con analisi comparativa dei diversi reperti rinvenuti e sequestrati nell’ambito delle indagini sull’attentato al rapido 904 e l’esplosivo rinvenuto a Poggio San Lorenzo e quello in occasione del maxi sequestro di contrada Giambascio di San Giuseppe Jato e altri “analoghi episodi di analoga matrice avvenbuti tra la fine degli anni ’80 e fino alla prima metà degli anni ’90”.