Roma, 22 nov. (AdnKronos) – Occorre ripensare le strategie, non solo di accoglienza, ma sul come affrontare le cause, le origini delle migrazioni. Nessun Paese può essere lasciato solo, sia esso destino o base di emigrazione. Intervenire sull’accoglienza e prima ancora sulle cause delle migrazioni è compito arduo e ambizioso, che necessita di sforzi inevitabilmente sovranazionali”. Lo afferma Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti e vicepresidente della commissione immigrazione dell’Internazionale socialista che si è riunita ieri e oggi a Catania.
“Va sancito il diritto alla mobilità, alla dignità, alla ricerca di una vita migliore. Occorre imporre -ha aggiunto- il rispetto delle diversità etniche, religiose, razziali, sessuali e riconoscere senza eccezioni il dovere di accogliere chi scappa da guerre, carestie e persecuzioni. Deve dunque essere patrimonio comune il sostegno ai governi e alle forze democratiche che combattono ogni fondamentalismo. Lo strumento degli interventi di peacekeeping è dunque utile anche per incidere sulle cause delle migrazioni. Così come la cooperazione internazionale, realizzando infrastrutture, scuole, ospedali e sostenendo insediamenti produttivi è senza dubbio il miglior investimento che i Paesi più ricchi possono fare, sul piano sociale, culturale, di sicurezza ma anche economico. Ogni risorsa spesa per la cooperazione è una risorsa risparmiata per l’accoglienza. Favorire l’istruzione e l’educazione è infine il modo migliore nel medio e lungo periodo, per far crescere i Paesi meno ricchi”.