Roma, 22 nov. (AdnKronos) – “Per la quinta volta consecutiva cresce il ‘no’ alla pena di morte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il mondo conferma che la pena di morte, se lo è mai stato, è uno strumento di giustizia del passato. E che non c’è giustizia senza vita. Perché la giustizia che uccide smette di essere giustizia”. Lo dichiara in una nota Mario Marazziti, presidente del Comitato per i diritti umani della Camera e membro della task force della Farnesina per promuovere la campagna mondiale contro la pena capitale creata da Federica Mogherini, commentando la votazione di ieri notte in cui 114 Stati su 193 hanno dato il proprio assenso alla nuova Risoluzione.
“Quello compiuto nel Palazzo di Vetro -sottolinea Marazziti- è un passo avanti importante sulla via del rispetto di una soglia più alta dei diritti umani perché la grande parte dei Paesi del mondo affermano che la pena di morte non è solo un affare interno ai singoli Paesi, ma tocca il rispetto dei diritti umani. Il voto dell’Onu è il frutto di un metodo nuovo di lavoro e di sinergia tra governi e le maggiori Ong del mondo, con un ruolo intelligente dell’Italia in prima fila, rinnovato dalle scelte del governo e di politica estera che hanno messo la diplomazia umanitaria tra le priorità. Il voto non è vincolante, ma segna uno standard sotto il quale diventa imbarazzante per i Paesi retenzionisti rimanere. E’ il metodo della ‘sinergia umanitaria’ che ha uno stile molto italiano ed europeo, non invasivo, efficace. Adesso il voto finale dell’Assemblea generale previsto per dicembre: una occasione in più per i Paesi che ancora hanno la pena di morte nel loro ordinamento per decidere una moratoria di legge e un percorso verso l’abolizione”.