Bruxelles, 11 nov. – (AdnKronos) – I cittadini dell’Unione europea economicamente inattivi che si recano in un altro Stato membro con l’obiettivo di beneficiare di un aiuto sociale possono essere esclusi da alcuni aiuti sociali. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Ue su un caso del Tribunale sociale di Lipsia in cui sono contrapposti due cittadini rumeni e il Centro per l’impiego di Lipsia. Nella sentenza di oggi la Corte afferma che, per poter accedere a talune prestazioni sociali, come le prestazioni tedesche dell’assicurazione di base, i cittadini di altri Stati membri possono rivendicare la parità di trattamento con i cittadini dello Stato membro ospitante solo se il loro soggiorno soddisfa i requisiti previsti dalla direttiva ‘cittadino dell’Unione’.
La Corte ricorda che, secondo la direttiva, lo Stato membro ospitante non è tenuto a erogare una prestazione sociale durante i primi tre mesi di soggiorno. E quando la durata del soggiorno è superiore a tre mesi ma inferiore a cinque anni, la direttiva subordina il diritto di soggiorno alla condizione che le persone economicamente inattive dispongano di risorse proprie sufficienti.