(AdnKronos) – “Mogherini fa bene a guardare ad una soluzione con due stati – dice ancora Gilon – ma dobbiamo essere fedeli ai principi di Oslo e ai negoziati diretti, intraprendere azioni fuori da questa cornice non porterà ad uno Stato ma solo a maggiore frustrazione nella popolazione palestinese per il divario fra le speranze sollevate e la situazione sul terreno, divario che può portare alla violenza”. Inoltre, “dal punto di vista legale, per essere riconosciuto come Stato, una entità deve avere pieno controllo sul suo territorio e noi abbiamo visto che Abu Mazen non ha influenza su Hamas, che controlla la Striscia di Gaza”. Per questo l’ambasciatore invita il parlamento italiano a non approvare risoluzioni “che pregiudichino il processo di pace” ma a sostenere “negoziati diretti”.
Quanto al nuovo ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, Gilon ricorda la telefonata “positiva” da lui avuta ieri con il collega israeliano Avigdor Lieberman, in cui si è parlato delle “eccellenti relazioni fra i due paesi in ogni campo”. “L’Italia – aggiunge l’ambasciatore – è un buon amico di Israele e di altri attori nella regione e può svolgere un ruolo importante. Ma tutto deve essere fatto attraverso accordi diretti e non tentativi di dettare risultati fuori dal negoziato diretto fra le parti”. “Sono certo – ha concluso – che l’Italia possa svolgere un ruolo nella regione e sia un grande partner d’Israele in settori come la ricerca, il commercio, il turismo e la cultura”.