Roma, 26 ott. (AdnKronos) – “I risultati degli stress test condotti dalla Bce dimostrano che il sistema bancario italiano, seppure con talune eccezioni, peraltro note, è più che solido. A questo gli istituti del nostro Paese non hanno più scuse sul versante del credito alle famiglie e alle imprese”. Ad affermarlo in una nota è il centro studi di Unimpresa sui risultati della valutazione della Bce.
I rubinetti dei prestiti, aggiunge, “vanno riaperti e le banche, superate le verifiche europee sulla qualità dei loro patrimoni e bilanci, devono tornare a fare la loro parte per l’economia reale, mettendo tutta la liquidità a disposizione della crescita e della ripresa”. L’esame della Bce, rileva, “ha probabilmente distratto le banche italiane dall’attività principale, portando l’intero settore a concentrarsi sui test europei, penalizzando ancora di più il mercato dei finanziamenti. La liquidità offerta proprio nelle scorse settimane dalla stessa Banca centrale ora va utilizzata per incrementare il credito”.
Negli ultimi 12 mesi, da agosto 2013 ad agosto 2014, rileva Unimpresa, “sono calati di quasi 18 miliardi i finanziamenti a imprese e famiglie, vale a dire circa 50 mln di euro al giorno; mentre le rate non pagate sono cresciute del 22% arrivando a sfiorare i 174 mld di euro, in aumento di quasi 32 mld. La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito è quella delle imprese (124 mld). Le ‘rate non pagate’ dalle famiglie valgono quasi 33 mld, mentre quelle delle imprese familiari 14 mld. Arrivano a quasi 2,5 mld, poi, le sofferenze della pubblica amministrazione, delle onlus, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie”. (segue)