(AdnKronos) – Complessivamente le sofferenze adesso, rileva Unimpresa, corrispondono al 12,29% dei prestiti bancari, in aumento rispetto al 9,90% di un anno fa. Alla fine del 2010 le sofferenze ammontavano a 77,8 miliardi: in poco più di tre anni e mezzo, quindi, sono più che raddoppiate. Complessivamente nell’ultimo anno le banche hanno tagliato i finanziamenti al settore privato per complessivi 1773 miliardi (1,24%).
Secondo lo studio dell’associazione, basato su dati della Banca d’Italia, in totale le sofferenze sono passate dai 141,9 mld di agosto 2013 ai 173,9 mld di agosto 2014 (+22,52%) in aumento di 31,9 mld. Nel dettaglio, la quota delle imprese è salita da 97,04 mld a 124,2 (+28,05%) in aumento di 27,2 mld. La fetta relativa alle famiglie è cresciuta da 30,4 mld a 32,8 mld (+7,95%) in salita di 2,4 mld. Per le imprese familiari c’è stato un aumento di 1,8 mld da 12,5 mld a 14,3 mld (+14,85%). Le ‘altre’ sofferenze (pa, onlus, assicurazioni, fondi pensione) sono passate invece da 1,9 a 2,4 mld (+24,51%) con 486 mln in più.
Sofferenze più che raddoppiate in poco più di tre anni, ora valgono il 12,29% dei prestiti. Ad agosto 2013 le sofferenze corrispondevano al 9,90% dei prestiti bancari (1.433,6 miliardi), percentuale salita al 12,29% adagosto scorso, quando i finanziamenti degli istituti erano a 1.415,9 mld. Rispetto alla fine del 2010 le sofferenze sono più che raddoppiate: in poco più tre anni e mezzo, da dicembre 2010 ad agosto 2014, sono passate da 77,8 mld a 173,3 mld in salita di 96 mld (+122%). A fine 2011 erano a 107,1 mld; alla fine del 2012 a 124,9 mld.