Home Nazionale Fi: Berlusconi vuol risanare partito, Rossi studia progetto ‘Era’/Adnkronos

Fi: Berlusconi vuol risanare partito, Rossi studia progetto ‘Era’/Adnkronos

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Roma, 24 ott. (AdnKronos) – Si chiama progetto ‘Era’. E’ il nome in codice del piano di risanamento di Forza Italia cui sta lavorando in questi giorni il tesoriere unico, Mariarosaria Rossi, per contenere tagli ed esuberi, che difficilmente si potranno evitare. La cura dimagrante inaugurata qualche mese fa dalla senatrice di Piedimonte Matese è servita a dare una forte boccata di ossigeno alle casse, ma la strada del recupero è piena di ostacoli e, dopo il licenziamento con conseguente ricorso alla cig per 42 dipendenti ex Pdl, anche gli 81 lavoratori attualmente nell’organico forzista restano a forte rischio.
Rossi, a quanto apprende l’Adnkronos, ha deciso di applicare al partito una concezione aziendale. Tant’è che lei invita chi gli chiede lumi sul suo progetto a leggere la sigla ‘Era’ dall’alto in basso, perchè a ogni lettera corrisponde una mission, come si fa per i piani di ristrutturazione delle grandi società. La ‘E’, quindi, va intesa come ‘eliminazione degli sprechi’; la R come ‘riduzione dei costi’ e la A come ‘aumento delle entrate’.
Per la senatrice è l’ora di inaugurare un nuovo ciclo virtuoso, per rafforzare il partito sul territorio, anche in vista delle prossime scadenze elettorali. Nessuna volontà, dunque, di chiudere bottega e svendere Forza Italia. Anzi, più che mai, assicurano ad Arcore, il Cav vuole rilanciare e tornare a vincere con un movimento più radicato e agile.
Secondo questo planning, studiato nei dettagli con Berlusconi, le entrate saranno incrementate in vari modi. Innanzitutto grazie all’attività di fund raising, che continuerà attraverso una nuova serie di cene sempre con la formula ‘mille euro per un posto a tavola con Silvio’: la prossima si terrà a Milano e quelle successive saranno organizzate in ogni Regione, preferibilmente nei Comuni più piccoli.
Nuove risorse dovranno arrivare anche con i contributi di tutti gli eletti, parlamentari nazionali ed europei e consiglieri (regionali provinciali e comunali), che dovranno assolutamente versare la quota mensile e pagare gli arretrati. Allo stato, ogni deputato e senatore sborsa 800 euro, ma in futuro (forse già da gennaio) potrebbero esserci dei rincari.
In particolare, Rossi ha voluto responsabilizzare i coordinatori regionali: ciascuno di loro dovrà portare a casa entro un termine preciso un obiettivo di entrata. Si pensa a una sorta di campagna di sensibilizzazione per incentivarli.
L’allarme conti resta alto e non c’è più spazio per sprechi e spese inutili. Il tesoriere sarebbe pronta a tagliare e ottimizzare le forniture di servizi e in questi giorni sta valutando ogni voce del rendiconto d’esercizio azzurro. Qualche settimana fa ha chiesto con una lettera a tutti i parlamentari un contributo straordinario a piacere e presto farà un bilancio di quanto raccolto.
Sul fronte riduzione costi, Rossi ha già ridimensionato la sede nazionale di piazza San Lorenzo in Lucina e ancora non ha deciso se sacrificare o meno la location del cosiddetto parlamentino azzurro a palazzo Grazioli, dismettendo la locazione. Quanto al piano di risanamento dei debiti accumulati fino ad ora da Fi, ancora una volta sarà il Cav a metterci una toppa. L’ex premier garantirà il pagamento degli oltre 100 milioni di passivo in fideussioni bancarie personali, secondo l’ultimo bilancio relativo al 2013. Si sta definendo un accordo con le banche per un piano di rientro in 3-4 anni.
La speranza è che con i congressi Comunali possa aumentare il numero degli iscritti e, soprattutto, si riescano a incassare nuove risorse. In tempi di austerity , Forza Italia è pronta a tutto, pur di racimolare qualche soldo in più. Le cene di fund raising e le donazioni on line per diventare ‘socio azzurro’ non bastano. Nemmeno i tagli alla sede nazionale di piazza San Lorenzo in Lucina. Occorre liquidità fresca per la gestione ordinaria del partito e per finanziare le prossime campagne elettorali (per le amministrative e le regionali), perchè i tagli al finanziamento pubblico e l’attuale legge su quello privato con tutta una serie di limiti di spesa, hanno costretto Silvio Berlusconi a stringere i cordoni della borsa.