Home Nazionale Roma: sindaco Monte Compatri su città metropolitana, difendiamo Castelli

Roma: sindaco Monte Compatri su città metropolitana, difendiamo Castelli

0

Roma, 20 ott. (Adnkronos) – “La Città metropolitana per come è nata non piace a nessuno. Il sistema di rappresentanza nel consiglio, in cui dovrebbero sedere i 121 Comuni della provincia di Roma, è palesemente squilibrato a favore della Capitale”. Lo afferma in una nota il sindaco di Monte Compatri, Marco De Carolis.
“Il rischio è quello di essere fagocitati dalle istanze della Città eterna. Tutte analisi giuste e condivisibili, e lette in questi giorni, quello che però non si riesce a comprendere è come mai queste critiche vengano mosse solo dopo due settimane dal voto, che ha sancito la nascita del nuovo ente. Le accuse addebitate alla classe politica, ‘autorefenziale e attaccata alla poltrona’, – aggiunge il primo cittadino compatrese – servono solo a gettare discredito sui rappresentanti delle amministrazioni locali che hanno lottato già dalla scorsa estate per garantire un’adeguata rappresentatività ai territori che amministrano. Non sono stati molti i sindaci dei Castelli che hanno sposato la battaglia per una maggior visibilità di questo quadrante, ma parlare di voci tardive è un’accusa che rispediamo al mittente”.
“Ci sono stati appelli, lettere spedite a tutti i colleghi e riunioni, prima del voto del 5 ottobre, per cercare di indirizzare il dibattito sui problemi e sui bisogni piuttosto che sulle poltrone. Ben vengano – aggiunge De Carolis- gli appuntamenti e i dibattiti, per cercare di non essere esclusi dalle decisioni più importanti e che riguarderanno direttamente gli abitanti del nostro territorio; anche se sarebbe stato meglio prevenire, contrastando il decreto Delrio sul nascere. Adesso, – conclude- per evitare di farsi governare dalla Capitale, servirà presentarsi nell’assemblea dei sindaci con un’unica voce. Per incidere sull’approvazione dello statuto e per poter far capire che il vicesindaco metropolitano deve essere espressione della provincia, magari di uno schieramento d’opposizione e non appannaggio dei cannibali del Pd”.